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  • Perry from outer space

    C’è scritto Plus Size Queen nella tua bio di instagram. Mi racconti di quando e come sei diventata regina?

    L’anno scorso una mia amica, blogger e giornalista, mi definì la regina delle pin up curvy in Italia. Ovviamente la cosa mi è piaciuta un sacco e decisi che era venuta l’ora di tirare fuori un po’ l’autostima e anche un pizzico di sano egocentrismo che non guasta mai e definirmi “queen”, regina appunto. Avevo intrapreso un percorso verso l’accettazione del mio corpo, ma anche un percorso mentale. Ho finalmente imparato a essere sicura di me stessa, ad esprimere la mia opinione, a dire no quando qualcosa non mi sta bene. Insomma, ho abbattuto muri che sembravano impossibili da distruggere. Ecco perché da allora mi definisco una “Queen”.

    Quando parli del tuo corpo quali parole usi e quali non usi?

    Io credo che le parole siano estremamente importanti e potenti. Per questo ci sono parole che voglio, esigo siano usate nel descrivermi, sia quando lo faccio io ma anche quando altre persone parlano di me. Poi ci sono parole che invece evito come la … Continua a leggere

  • Wintage Advantage: economia circolare della felicità

    Se dico mercatino dell’usato non dico abbastanza, Orsola dimmelo tu tutto quello che c’è da dire sul Wintage. Cos’è e come funziona?

    Il Wintage non è un mercatino dell’usato vero e proprio. Lo è ma è anche un evento emozionale e emozionante che mette insieme tante donne tante età tanti stili e tanti armadi sul filo unico della voglia di tornare bambine e di giocare al negozio. E lo si fa in splendidi palazzi, magnificamente restaurati e ristrutturati, che con la loro stessa bellezza nobilitano quelli che fino a qualche anno fa  (in italia almeno) erano considerati stracci e che invece oggi sono usato bene e di qualità, belle risorse per una reale educazione ambientale. La specialità di questo mercatino è che i partecipanti non possono essere abituali commercianti del settore. Solo privati cittadini con armadi privati. Siamo cani sciolti 🙂

    L’usato bene e i prezzi gentili del Wintage sono economia circolare della felicità, perché un bel vestito o una borsa o un paio di scarpe possono trasformare una giornata così e così in una giornata felice.

    Ho visto gioie io al Wintage … Continua a leggere

  • Cosa fa una etnografa digitale?

    Ho avuto il piacere di rispondere a questa intervista di Alice Avallone, la mia docente di Etnografia Digitale, con la speranza che la #rivoluzionesensibile arrivi dappertutto.

    La potete leggere qui.

  • Chiacchierata cinofila: Francesca Salomone

    Ho due bulldog inglesi, Flavia e Curzio. Pur appartenendo alla stessa razza hanno due personalità completamente diverse. Flavia è pacifica e trova realizzazione nel controllo e nella difesa della sua proprietà, sonnecchia in giardino, hai suoi giretti ed è centrata nella sua routine. Curzio è una trottola, ha un livello di energia altissimo e trova realizzazione nell’impegno fisico ma non nel pascolo in giardino.

    La mia vita è con i cani da sempre e pur avendo una naturale predisposizione alla relazione con i cani, io non sono un’educatrice. Per questa ragione visito e seguo pagine che parlano di cani con competenza, per capire meglio queste splendide creature e, se possibile, imparare cose che possono migliorare la relazione con i miei cani.

    È così che ho conosciuto Francesca Salomone e questa è la nostra chiacchierata cinofila.

    Come ti ho raccontato, anche io come tanti altri, ho commesso l’errore di sottovalutare il concetto di personalità e ho creduto che Flavia e Curzio fossero una coppia. Invece, tanti cani, tante teste. Mi piacerebbe che ci spiegassi il concetto di personalità, di abilità e di realizzazione del … Continua a leggere

  • Non è l’amore che va via: Anna Segre

    Che bambina sei stata?

    Ipersensibile, sempre malata di malattie respiratorie e ingessata per fratture varie, volitiva, brava a scuola, con la migliore amica, che dicevo tutto alla mamma, che cercavo di essere brava, ma non ci riuscivo mai, mi dicevano ‘inciampi troppo!’, che ero goffa, ma dalle foto sembro aggraziata e serena. Ingenua, di un’ingenuità pericolosa, sia per me che per gli altri. Fui grassa, enorme, fui magra magrissima, fui innamorata, della tata, della mamma, della nonna, della silvia del terzo banco, sempre tormentata dall’affetto irraggiungibile. Un desiderio ontologico. Una fame metaforica. Una tosse di protesta e di pianto. Una frattura di volo fallito.

    Non è colpa dei sogni, se poi non si realizzano. Tu dove li tieni i sogni?

    Il confine tra sogno e reale è tutto da stabilire. Ma chissà perché io sono convinta di saperlo e di controllarlo. Ciò una dogana, io, tra il sogno e la veglia, che ti credi?!
    I sogni sono la mia ombra, ce li ho qui, accanto, camminano con me, non li mollo, sono una speratrice fortissima, un’ottimista al limite con la psicosi. Il pellegrinaggio verso me … Continua a leggere

  • Fotografare è come una preghiera: Alessandra Rigolin

    Ci siamo conosciute a Padova, io avevo allestito una mostra fotografica al Caffè Pedrocchi. Era estate ed era caldo. Qualcosa di Alessandra mi ha chiamato e qualcosa di me ha chiamato lei. Ci siamo ritrovate, io con le parole e lei con la fotografia, a raccontare insieme una storia. Quella di “Private Rooms”. Alessandra mi piace perché racconta il mondo con gli occhi che ha e perché ha la capacità di mettersi al servizio delle storie degli altri.

    Quando hai scoperto di sentire e vedere?

    L’ho scoperto qualche anno fa, la prima volta che mi sono fotografata. Ho iniziato per necessità a farlo, sapevo il perché ma cercavo il come. Ho semplicemente lasciato che quello che avevo dentro venisse fuori, mi sono donata completamente e mi sono guardata tutta senza mai abbassare lo sguardo. Non mi definisco una fotografa ma una persona che per mezzo dell’autoritratto indaga il rapporto delicato e controverso tra immagine e identità.

    Alessandra raccontami di “Private Rooms”.

    Lo spazio che fotografo è l’intimità dei luoghi familiari, le case delle persone. È una strada che percorro già da un po’. Il … Continua a leggere

  • Mia moglie è come l’idrolitina: Gianluca Punzi

    Gianluca è stato per un anno il mio tutor e mi ha insegnato tutto quello che so su quella cosa che si chiama SEO. Non c’è bisogno che gli chieda scusa se in questa casa la SEO è stata chiusa nello sgabuzzino e mi sono permessa di fare eccezione a tutti gli strumenti che ha messo nella mia cassetta degli attrezzi. So che capisce. Abbiamo in comune tante cose e altrettante fanno distanza eppure siamo vicini. E ci vogliamo bene. E ci chiamiamo e ci raccontiamo, io delle mie e lui delle sue.

    Mi racconti Patrizia?

    Hai presente quando prendi l’acqua liscia e poi ci sciogli dentro l’idrolitina? Ecco io senza lei ero l’acqua liscia, o ferma come si direbbe altrove, con lei ho acquisito brio, leggerezza e scioltezza nei confronti della vita. È pragmatica ma sognatrice. È il mio giudice supremo e la mia più grande sostenitrice.

    La tua idea di cosa significa essere uomo è cambiata nel tempo?

    Sono cresciuto con l’idea del prossimo, vista la mia forte matrice cattolica, cui spesso si associava l’idea del servizio e della misericordia. Ultimamente il mio … Continua a leggere

  • Via Serraloggia 7: Cristina Gregori

    Cristina è il pianeta Giove, il pianeta dell’espansione, del senso di giustizia e degli ideali. Mi piace perché tutto quello che passa per la sua voce acquista una presenza maestosa. Mette corona e mantello alle parole.

    Cristina quando hai scoperto di avere una voce?

    A sei anni quando grazie alla mia maestra smisi di balbettare. All’inizio dell’anno la maestra Paola, senza alcuna esitazione, mi disse che sarei diventata la più brava a leggere a voce alta. Io la guardai incredula ma non dimenticherò mai quando, davanti a tutta la classe, negli ultimi giorni di scuola, sono riuscita a leggere un breve brano di Pinocchio senza balbettare mai. Fu una grande emozione e ricordo ancora il sorriso rassicurante della maestra Paola in piedi accanto a me e nella memoria vedo al rallentatore le manine dei compagni sciogliersi in un applauso al termine della mia prova. Avevo fatto di tutto per non tradire la fiducia della maestra e ricordo bene quel grazie sincero che sparai verso la classe. Ho scoperto di avere una voce urlando grazie.

    Quali sono le parole a cui ti piace dare … Continua a leggere

  • Ho portato un cocomero: Alessia Bi

    Conosco Alessia da sempre, come se non ci fosse un momento preciso in cui ci siamo incontrate e amate. Io le parole e lei i disegni. Mi piace perché ha una dolcezza solida con cui affronta le cose della vita.

    Qual è la tua palette preferita di colori?

    Per me rispondere a questa domanda è davvero facile, visto che fin da piccola subisco il fascino degli arcobaleni. La mia preferita è una palette di colori pastello, come quelli di un arcobaleno, rilassanti e mai troppo scuri o aggressivi, con un’alternanza cromatica armoniosa nella quale i colori secondari nascono dalla fusione con quelli primari che gli stanno accanto. I miei studi e il mio lavoro sono da sempre legati all’ambito artistico e l’arte è imitazione della natura, amo la natura e tutto ciò che la imita non può non entusiasmarmi.

    Qual è l’opera d’arte che vorresti appendere nel tuo salotto?

    Più che appendere direi che vorrei averla affrescata sul soffitto ed è l’opera d’arte della quale ho avuto il piacere di ridisegnarne alcune delle parti, potendone apprezzare ancora di più le linee, i chiaroscuri e … Continua a leggere

  • La luce che: Gianluca Antonietti

    Ci siamo conosciuti nello studio di Gianluca. Io ero con il team di Paciotti Underwear & Beachwear. Poi abbiamo fatto un aperitivo al mare un pomeriggio d’estate, ho conosciuto sua moglie Caterina e tenuto in braccio suo figlio Daniel. Quel giorno che ci siamo incontrati io ero quella con la cravatta e tu quello con la macchina fotografica e ci siamo voluti bene fin da subito, naturalmente. Se c’è una cosa che mi piace da matti di Gianluca è che è un mare calmo, stare sul set con lui è come galleggiare ad occhi chiusi su qualcosa di morbido.
    Perché hai scelto proprio la macchina fotografica?

    In realtà amo da sempre tutte le rappresentazioni legate all’immagine. Comunicare attraverso l’immagine è stato inconsciamente la mia guida che mi ha portato a studiare e sperimentare molto, anche a livello grafico, le tecniche di rappresentazione. Poi,  a un certo punto della mia vita, ho deciso di provare a fare diventare la mia passione un lavoro e la fotografia era l’ambito che in quel momento mi dava più opportunità di realizzare il mio sogno.

     Mi racconti cosa … Continua a leggere