Primo c’è da sempre

Primo è vecchio così vecchio che quanto è vecchio lo dice il nome

C’era quando il marito della Lucia morì di bomba sotto l’albero di leccio e c’era ogni giorno prima e ogni giorno dopo

C’era quando questa stanza era la stalla delle bestie quando al posto della legnaia c’era il forno in pietra quando si mettevano tra i mori le balle di fieno per conservare le mele c’era ogni giorno prima e ogni giorno dopo

Primo cammina lento tenendosi al braccio della sua badante russa che si chiama Dorina  camminano su e giù per la strada degli ulivi e si fermano a ogni stazione della croce perché Primo vuole guardare tutti gli alberi e contare ogni ruga della corteccia

Primo si avvicina al mio confine per toccare i cani ha le mani così grosse che nel buco della rete ci entra solo un dito li accarezza e dice Bella Flavia e dice Curzio che madonna c’hai che sei sempre tristo rabbito 

Dorina tira fuori il fazzoletto dalla tasca gli asciuga la saliva ai lati della bocca e riprendono a camminare

 

A horse with no name, America

 

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