Non è l’amore che va via: Anna Segre

Che bambina sei stata?

Ipersensibile, sempre malata di malattie respiratorie e ingessata per fratture varie, volitiva, brava a scuola, con la migliore amica, che dicevo tutto alla mamma, che cercavo di essere brava, ma non ci riuscivo mai, mi dicevano ‘inciampi troppo!’, che ero goffa, ma dalle foto sembro aggraziata e serena. Ingenua, di un’ingenuità pericolosa, sia per me che per gli altri. Fui grassa, enorme, fui magra magrissima, fui innamorata, della tata, della mamma, della nonna, della silvia del terzo banco, sempre tormentata dall’affetto irraggiungibile. Un desiderio ontologico. Una fame metaforica. Una tosse di protesta e di pianto. Una frattura di volo fallito.

Non è colpa dei sogni, se poi non si realizzano. Tu dove li tieni i sogni?

Il confine tra sogno e reale è tutto da stabilire. Ma chissà perché io sono convinta di saperlo e di controllarlo. Ciò una dogana, io, tra il sogno e la veglia, che ti credi?!
I sogni sono la mia ombra, ce li ho qui, accanto, camminano con me, non li mollo, sono una speratrice fortissima, un’ottimista al limite con la psicosi. Il pellegrinaggio verso me stessa si porta dietro quest’ombra, che alla fine sarà serenamente integrata con il resto di me.

In che cosa credono gli ebrei?

Gli ebrei credono nell’arrivo del messia, nella coesione della comunità, nelle regole, nell’etica, nella libertà di discussione.

Qual è il punto di vista dell’ebraismo sull’omosessualità?

Dobbiamo distinguere ebraismo e ebrei. Per l’ebraismo l’omosessualità femminile non esiste. Perché le femmine non hanno una sessualità? Perché non sprecano ovuli? Perché sono comunque ingravidabili? Fatto sta che non ci sono parole su questo nella Torà.
Mentre l’omosessualità maschile è ufficialmente annoverata tra i peccati da punire, assieme al masturbarsi e all’avere rapporti sessuali con una femmina non sposata con te. Sembra che il punto centrale sia: ottimizziamo le nascite e sappiamo chi è figlio di chi. Non sprecare il seme.
Questi i testi. Ma bisogna anche dire che da duemila anni non si ha memoria di punizione vera su persone omosessuali, lapidazione, processo, ostracismo sociale, cose attuali, oggi, nei paesi arabi e in Palestina. Quindi bisogna concludere che l’omosessualità è formalmente disapprovata, ma socialmente accettata.

Quando ero bambina il sabato era il giorno con papà. Sempre lo stesso giro, da Piazza Campo de’ Fiori a Via dei Giubbonari, poi Via del Portico D’Ottavia e il Forno Boccione. Compravamo i bruscolini e la crostata di mandorle per la domenica. Un giorno mi raccontò che il sabato gli ebrei non possono guidare perché il sabato è il giorno del riposo e non si deve fare niente e che il giorno di riposo si chiama Shabbhat. Ero piccola, avrò avuto 6 o 7 anni, e questa cosa del non fare niente mentre tutto intorno si muoveva mi colpì così tanto che ci scrissi un tema intitolato Il Ciabbat degli ebrei di Roma. Tu lo rispetti lo Sbabbaht? 

No. Io non rispetto lo shabbat, la pasqua, il kippur, io non rispetto niente. Amo mia sorella e la mia partecipazione alle feste comandate è collegata a questo, non alla fede. All’amore. Non ho fede nell’ebraismo, ma è la mia cultura, la mia etica. Ho una spiritualità, questo sì. Cerco di congiungermi con l’enormità che mi circonda…

Movimento lesbico e femminismo hanno fatto pace?

Pare di no…

Curriculum sentimentale: esperienze amorose precedenti e posizione attuale.

Ha ha ha! Dirò solo questo: nessuna persona che io abbia amato è fuori dalla mia vita, l’amore si è trasformato, per me, in rete affettiva. Esse saranno con me fino all’ultimo respiro.  Oggi sono sola. Amami, ti dico nell’aere donna del futuro, amami davvero, perché solo la reciprocità garantirebbe l’espressione dell’intensità che sento dentro.

Hai mai desiderato avere un figlio?

Risponderò con questa mia poesia sull’argomento.

MATERNITÀ

Grazie a dio,

Che forse esiste,

Niente figli.

Grazie a un caso,

O a una scelta istintiva,

O a una remora

Che ha trascinato la questione

Fino oltre il limite,

Non sarò io

Ad abbandonare

Non sarò

La tua risposta sbagliata

La tua delusione più cocente

Il demone che ti porti dentro

Non sarò io

Il primo tradimento

Il coltello ficcato in gola

Il fantasma che ti segue

Nell’inconscio

L’ombra lunga delle giornate

Fredde.

Non sarò io

La viscerale incomprensione

Il ricatto fino all’ultimo respiro

Il picchetto sbandierato d’amore

Oltre il quale la disubbidienza

Entra nell’illegale biblico

Lontana più di un metro,

La lama della mia lingua non ti taglia:

Ti sfiora.

Alla distanza antalgica dell’ottima conoscenza

(Perfino dell’amicizia!)

I miei tentacoli di bisogno

Non arrivano ad avvilupparti

Soffocarti

La gioia

di non aver voluto Sapere

che significa

Quel potere senza controllo Istituzionale;

Di non aver dovuto capire

La fatalità dei miei difetti

Addosso a qualcun altro;

Il sollievo di non sentire mai

Lo strappo dalla mia pancia

L’altro da me, che è stato me,

E che mi accusa,

La certezza che nessun processo

Né nessuna gogna

Sarà mai come un figlio

Che ti imputa le tue vere colpe.

Un angelo ha steso la sua ala

Sulla mia testa

E mi ha risparmiato

Dalla conoscenza carnale

Della maternità,

Dalle quinte di dolore

Che questo teatro

Vuol farmi credere

Di amore.

C’è sempre una canzone. Qual è quella di questa intervista?

Non è l’amore che va via, di Capossela.

 

Anna è una storia che non va a finire quindi il punto alla fine non c’è

 

 

 

 

 

Commenta l'articolo