Mi feci prendere

Era la mia ultima occasione di fuga non l’avrei di certo persa se l’avessi fatto l’unica cosa che mi restava era darmi al vuoto di un balcone senza vista una parete di cemento violento era l’alba era inverno era freddo era nero era bianco di neve prima di andare feci ordine in cucina piegai in 4 la tovaglia per la colazione e raccolsi con le mani le briciole dei miei biscotti presi distrattamente qualcosa di mio e la scatola di legno in cui conservo le cose da spedire dritte all’infinito e una fotografia scattata con il Duomo alle spalle me la rubasti un sorriso sporco la faccia irritata mi avvicinai maleducata indossavo un paio di scarpe rosse comprate a Oxford Street che m’erano costate due settimane di mani sul culo di pescatori ubriachi che puzzavano di latrina

è da un po’ che ti guardo dice lui trovati altro da guardare m’infastidisce dico io sei bella dice lui sono anche pericolosa dico io falla finita e trovati altro da guardare

ma perdio mi feci prendere

Quel giorno che era la mia ultima occasione di fuga mi chiusi la porta alle spalle scesi le scale un gradino alla volta e ogni gradino era l’anello di una catena da cui m’affrancavo prima di afferrare la maniglia del portone mi fermai ad annodare i capelli ancora lunghi e mi preparai all’ultimo strappo

Uscendo l’aria gelida m’arrivo addosso le scarpe da ginnastica infilate senza calzini i lacci sciolti ci avevo provato un paio di volte ma mi tremavano le mani i pantaloni del pigiama e quella t-shirt che indosso come un talismano quando devo affrontare cose più grandi di me incontrai il mio vicino di casa si salvi lei che può disse lui  mi salvo dissi io e via via via

 

Shine on you crazy diamond

 

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