Chiacchierata cinofila: Francesca Salomone

Ho due bulldog inglesi, Flavia e Curzio. Pur appartenendo alla stessa razza hanno due personalità completamente diverse. Flavia è pacifica e trova realizzazione nel controllo e nella difesa della sua proprietà, sonnecchia in giardino, hai suoi giretti ed è centrata nella sua routine. Curzio è una trottola, ha un livello di energia altissimo e trova realizzazione nell’impegno fisico ma non nel pascolo in giardino.

La mia vita è con i cani da sempre e pur avendo una naturale predisposizione alla relazione con i cani, io non sono un’educatrice. Per questa ragione visito e seguo pagine che parlano di cani con competenza, per capire meglio queste splendide creature e, se possibile, imparare cose che possono migliorare la relazione con i miei cani.

È così che ho conosciuto Francesca Salomone e questa è la nostra chiacchierata cinofila.

Come ti ho raccontato, anche io come tanti altri, ho commesso l’errore di sottovalutare il concetto di personalità e ho creduto che Flavia e Curzio fossero una coppia. Invece, tanti cani, tante teste. Mi piacerebbe che ci spiegassi il concetto di personalità, di abilità e di realizzazione del cane.

Una domanda per nulla scontata. Uno degli errori più gravi che noto tra i proprietari di cani è proprio derivante da questa non accettazione del concetto di personalità e unicità di ciascun soggetto. Spesso le persone che hanno un cane di una X razza, si appassionano e scelgono di ampliare il branco inserendo un secondo cane, o, ancora peggio, dopo la morte del proprio cane, ne cercano volontariamente uno identico, così da ingannare se stesse e aggirare l’obbligatoria elaborazione del lutto. La ricerca di qualcosa di identico a ciò che già si conosce mette tutti in una posizione scomoda. Spesso, infatti, ci si rende conto delle sostanziali differenze tra i soggetti e invece di apprezzare questa soggettività, arrivano a domandarsi: perché? Perché se l’altro cane era così questo è cosà? Perché quel cane non ha mai fatto questa cosa mentre questo si? Perché con l’altro non ho mai dovuto avere accortezze particolari e questo mi obbliga a una diversa gestione?

Spiegare alle persone che non è l’appartenenza a una razza a implicare caratteristiche universali non è semplice. Io, come professionista ma soprattutto come conduttore di cani, parlo sempre degli elementi del mio branco come fossero persone. E no, non intendo dire che umanizzo i miei cani, anzi, aborro ogni forma di equiparazione del cane all’uomo, perché il cane è il cane e come tale va gestito affinché possa godere appieno di tutto ciò che gli spetta in questa vita, ma li descrivo proprio come farei parlando di un amico, rispettandone le qualità, accettandone le pecche, cercando di smussare gli angoli che posso sistemare ma mai pretendendo da loro una decostruzione di se stessi. La relazione uomo/cane è un incontro. Ci si deve comprendere, accettare e migliorare a vicenda.

Riguardo invece alle abilità e alla realizzazione, sì che andrebbe presa in esame la razza di provenienza o nel caso dei meticci, le possibili razze di derivazione. L’FCI ha classificato le razze riconosciute secondo la propria utilità. Ogni cane nasce con un pacchetto di qualità e predisposizioni ascritte, date dalla genetica, dalla memoria di razza. Queste vengono definite, appunto, doti naturali di razza e alcune di esse sono immodificabili.

Tanto per dirlo in soldoni, non si può prendere un Pastore Maremmano e pretendere che non diventi un cane particolarmente attaccato al territorio, è un guardiano; allo stesso modo non si potrà scegliere di condividere l’esistenza con un Rottweiler e non gradire il fatto che sicuramente avrà la tendenza alla protezione del conduttore, è un cane da difesa.

Ogni persona dovrebbe comprendere se stessa prima di scegliere quale sia il cane davvero adatto. Il problema è che pochissimi si documentano sul cane che stanno portandosi a casa. Le mode, lo scegliere solo con gli occhi, il focalizzare una scelta così importante sul gusto estetico, rendono sovente le convivenze molto problematiche. Cito un esempio: qualche anno fa, una pubblicità aveva come protagonista un bellissimo Border Collie. Le case degli italiani si riempirono di Border senza che nessuno o quasi avesse idea delle reali necessità di quel cane. I border sono cani instancabili che hanno una reale necessità di praticare qualche attività cinofila. Sono cani per i quali le 3 passeggiatine al giorno sono niente e così ci furono miriadi di cessioni, abbandoni presso strutture e rescue, e sai con quale motivazione? Il cane é nevrile, il cane non si calma mai, il cane mi ha distrutto casa. Ma la colpa di chi era? Del cane? Assolutamente no. Del conduttore che ha scelto un cane inadeguato al suo stile di vita.

Ogni cane per sentirsi realizzato deve essere prima compreso. Un buon conduttore saprà certamente accompagnare il proprio animale nel lungo cammino della realizzazione, intesa come concetto di soddisfazione generale della vita che si fa,  se accetterà, prima di ogni cosa, che quel cane è nato con delle esigenze specifiche. Sarà, pertanto, un binomio felice, quello che percorrerá la strada del rispetto reciproco. Voler tirare fuori da un Labrador un cane da guardia, sarà impossibile; come rendere un Cavalier king un cane de difesa, come aspettarsi da un bulldog inglese alte prestazioni sportive. Comprensione, accettazione, incontro e rispetto reciproco.

Seguo la tua pagina con tanto interesse perché condivido con te un concetto che sta alla base della relazione tra uomo e cane, il valore delle differenze e la dignità dell’animalità. Vedo in giro cani nelle borsette e nei passeggini, cani che non soffrono di alcuna patologia che proibisce loro di camminare autonomamente e penso che sia un orrore, una mancanza grave di rispetto, un tentativo di trasformare il cane in quello che non è. Ripeti spesso nei tuoi post che l’amore non basta. Non basta in nessun tipo di relazione, non si capisce perché dovrebbe bastare in quella tra uomo e cane. Puoi spiegarci meglio quanto sia importante considerare la relazione tra uomo e cane come una relazione di impegno morale non certo inferiore a quella tra uomini?

Ora dirò certamente una cosa impopolare ma a mio personalissimo parere l’impegno morale nella relazione uomo/cane sta proprio su un altro piano, il piano della verità. Tutte le relazioni che intercorrono tra umani sono viziate da un concetto chiave che non tutti vogliono accettare, la convenienza.

Io ho 31 anni e la gente mi chiede perché non faccio figli, chi baderà a me quando sarò vecchia, e io penso ma vaffanculo! Mi spacco la schiena 14 ore al giorno a lavorare, mi infilerò in un ospizio a 5 stelle e ciao a tutti! Ti pare che io debba figliare per paura di non aver nessuno che possa cambiarmi il pannolone a 90 anni? Eccola la convenienza. Tutte le relazioni tra umani hanno questa solida base imprescindibile. Lo so che facciamo schifo e non è bello analizzare se stessi e arrivare a questa consapevolezza ma, sai menzionarmi un rapporto nel quale non c’è questo vizio di forma? Un matrimonio felice? Certo, convenienza economica, sessuale, gestionale; rapporto genitore figlio? Genitore cresce figlio così che figlio si possa occupare in futuro del genitore. Abbiamo pretese, abbiamo sano arrivismo ed egoismo. Ognuno cerca il proprio benessere in qualche modo.

Tra cane e uomo, invece, c’è sempre stata una cosa che mi ha molto affascinato: il cane non sa mentire. Non esiste cane che finge di farti la festa quando rientri a casa, non c’è coda che si muova se non perché lì dentro sta passando un sentimento, non c’è morso che viene dato senza un perché concreto.

Questa capacità di trasparenza ha fatto sì che da parte mia ci fosse una sorta di canizzazione nel rapporto con i cani. Io non mento mai a loro. Non li inganno mai. Mi guadagno il ruolo sociale del conduttore con il carisma, con le capacità, non con la forza o l’arroganza e tutto il resto si è sempre costruito da sé. Coerenza e verità sono la chiave. Certo, io ho delle pretese. Non sono una fanatica del cane allo sbaraglio. Mi piace potermi permettere di proporre a ognuno dei miei qualsiasi esperienza ma affinché questo diventi possibile, è imprescindibile un impegno costante. Nessuno può pretendere un cane bravo, ubbidiente e competente, senza aver speso del tempo a insegnargli come si sta al mondo. Ogni sistema sociale che funziona ha bisogno di regole e va capito che le regole non sono privazioni di felicità. Non sarà dire un no quando serve o far rispettare alcuni limiti a diminuire il bene che il cane ci vorrà, anzi.

I miei cani sono pieni di regole, ti sembrano cani infelici? Li amo oltre ogni limite immaginabile, li amo come solo un cane sa amare ma non lascerò mai che siano autonomi nelle scelte e nelle decisioni.

C’è una regola in cinofilia che ingloba tutte le altre, e dice questo: il buon conduttore è colui che gestisce risorse e iniziative. È dovere di ogni conduttore guidare il cane nel mondo.

Ci sono moltissimi parallelismi tra la gestione del cane e gli stili parentali che possono classificarsi nelle dinamiche genitore-figlio. Può un bambino di 5 anni avere autonomia decisionale? Può un genitore assecondare ogni volontà del proprio figlio? Può un genitore guadagnarsi il rispetto senza mai dire un no sensato?

La relazione uomo cane ci obbliga ad essere giusti. Non esiste altra tecnica magica per far funzionare le cose.

Un giorno ti ho scritto un messaggio privato dopo aver letto un tuo post. Ti ho raccontato di come Flavia mi abbia aiutata a uscire da una profonda depressione causata dalla scoperta di una patologia cronica dell’intestino e che devo a lei la forza di essermi rialzata dal letto per tornare a vivere. Non mento se dico che nessun uomo avrebbe potuto quello che lei ha fatto. I cani possono fare molto per noi ma Francesca cosa possiamo fare noi per i cani?

Noi possiamo solo accettare che non saremo mai ciò che sono loro. La loro purezza d’animo, la loro sensibilità che va oltre le parole, la loro capacità di essere sempre la risposta, la cura, il perno di tutto, beh, noi possiamo solo ammirare in silenzio e provare ad essere un po’ cani.

Nei momenti più brutti della mia vita ho sempre fatto affidamento su di loro. Louisiana mi ha fatto superare la morte di mio padre. Senza di lei non so se riuscirei, oggi, a essere quella che sono. Ciascuno di loro mi ha insegnato a vivere il qui et ora, a godermi totalmente il momento, senza pensare al prima e al dopo. Ognuno ha fatto qualche piccola magia nel mio vissuto. Non ci sono grazie adeguati per questo.

 Veniamo al tuo lavoro. Ti occupi di recupero comportamentale e di rieducazione, puoi aiutarci a capire la differenza?

Diciamo che, senza addentrarci troppo nel tecnico, le cose si equivalgono, quanto meno nel fine. Mi occupo di cani con molteplici problemi, aggressività, deprivazioni, fobie, e diciamo che il mio compito è quello di fare un enorme reset che possa dar vita a un nuovo approccio del cane al mondo. Questo si conclude nel momento in cui il cane è adottabile e può essere ricollocato in famiglia.

 Da poco hai aperto a Trecenta, in provincia di Rovigo, La Regina Dog Club Khaleesi Resort, un centro di eccellenza cinofila che offre molti servizi. Puoi descriverci tutte le attività del centro?

A causa del Covid-19 non siamo ancora operativi al 100% ma il centro si occupa sostanzialmente di Educazione Cinofila, addestramento, molteplici attività sportive, recupero comportamentale, pensione a privati e pensioni a fini rieducativi che prevedono poi una ricollocazione in nuova famiglia idonea al soggetto. Si sa che mi occupo prettamente di terrier di tipo bull, ma in sede ho cani di ogni genere. I terrier son sempre stata la mia passione personale ma un professionista deve essere in grado di lavorare con tutti i cani!

La location è immersa in un’oasi naturale di 10 ettari di bosco completamente recintato che sarà invece concesso alle persone per sgambate in libertà. Il bosco è stato il motivo per il quale ho deciso di avviare questa sede. Il mio primo cane era un proverbiale pezzo di merda. Non ho mai avuto modo di portarlo in un posto da libero, l’idea di poter offrire alle persone un contesto sicuro ed esclusivo nel quale godersi momenti di condivisione col proprio cane, seppure magari non sia un figlio dei fiori, mi ha dato quella spinta che cercavo ad andare oltre quello che già avevo messo in piedi. Il centro ha tantissime collaborazioni attive con associazioni di tutto il territorio nazionale e io stessa ho avviato le pratiche per affiancare alle attività professionali quella associativa.

Nascerà, infatti, a brevissimo l’organizzazione di volontariato KHALEESI REHAB & RESCUE – Love is not enough e servirà per aiutare i cani in difficoltà che non possono contare su persone che spesano la loro permanenza presso il centro. È un altro piccolo tassello aggiunto a un progetto enorme che porta il nome di colei che mi è più cara al mondo e ciò che porta il suo nome funziona sempre!

Non posso non farti una domanda che riguarda Khaleesi, il cane d’argento, lei è una stronza adorabile e spero un giorno di poterla incontrare, che posto occupa nella tua vita?

Piango quando parlo di lei. Piango, e io non piango mai. Lei è la mia vita. È quell’amore che non puoi esprimere con le parole. È la mia migliore amica. Il mio centro del mondo. Il mio raggio di sole anche mentre piove. La migliore collega che ho in un campo di lavoro. I miei occhi, le mie braccia, le mie gambe. Lei è quell’amore che spaventa, quello che non sai se sarai in grado di sopravvivergli, perché io non mi vergogno di dire che non so pensare a un dopo senza di lei.

Khaleesi è il cane che mi ha cambiata totalmente nel lavoro, nei rapporti, nel modo di vivere. È assurdo che un piccolo cane grigio abbia stravolto la mia esistenza più di chiunque altro prima, lo so. Lei è la parte migliore di me. Quella per cui morirei senza pensarci un secondo. Quella per cui ucciderei, ruberei, farei carte false, andrei in capo al mondo. L’unica di cui mi fido più di me stessa. Khaleesi è tutto. Ho tatuato addosso la frase di una canzone che dice SENZA PESO E SENZA FIATO NON SON RIVA SENZA TE… lei è questo. È qualcosa di indefinito, indispensabile. È l’amore oltre l’amore.

 Sfatiamo 3 luoghi comuni sui cani, ti va?

Bellissima questa!

  • I CANI NON FANNO I DISPETTI.
  • I PIT BULL NON SONO CANI DI MERDA (anzi, sono i più grandi incompresi probabilmente)
  • BASTA L’ AMORE È UNA CAGATA PAZZESCA (detto con tono Fantozziano!)

Come possono contattarti le persone interessate al tuo lavoro?

Ho un rapporto terribile con il telefono perché sembro un centralino e prediligo la messaggistica perché ho modo di rispondere senza essere sommaria e dedicare a ogni richiesta il tempo necessario. Purtroppo o lavoro o parlo al cellulare e sarà molto difficile togliermi dal campo finché il corpo mi supporterà. Per cui invito a contattarmi alla pagina Facebook – Francesca Salomone Educazione Cinofila  oppure al 392/4813715 su whatsapp.

 

 

C’è sempre una canzone e questa volta la scelgo io sapendo di non sbagliare, Senza fiato

Francesca è una storia che non va a finire quindi il punto non c’è

 

 

 

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