C’era una volta una vecchia ma vecchia vecchia

C’era una volta, nella strada di casa mia, una vecchia – vecchia vecchia – con i capelli bianchi – bianchi bianchi – e tanti gatti ma proprio tanti tanti.

I bambini più grandi di me della combriccola delle biciclette di Via Venosa dicevano che era una strega:

Sta’ attenta te che abiti nella sua strada! Lo sai che se ti guarda per più di 10 secondi negli occhi ti incantesima e ti porta dentro casa sua e ti trasforma in un gatto?

Così presi l’abitudine di correre veloce ma proprio veloce veloce tutte le volte che ero di fronte al civico 2, correvo veloce veloce e a occhi chiusi chiusi contando a voce dentro unoduetrequattrocinqueseisetteottonovedieci.

Un giorno, mentre tornavo da scuola, me la ritrovai davanti, appena dietro l’angolo, quando ancora non avevo cominciato a correre. Mi fermò, mi guardò negli occhi e cominciai a contare a voce dentro unoduetrequattrocinqueseisetteottonovedieciundicidodici e quando arrivai a dodici  cominciarono a tremarmi forte forte le gambe dalla paura. Ecco, ora mi incantesima e mi trasformerà in un gatto pensai. Poi presi coraggio e gola e dissi:

Signora vecchia la prego sono una bambina solo da poco, ho 6 anni e non voglio diventare un gatto! Non voglio che mi crescano i baffi e la coda, mi lasci tornare a casa per favore…

La vecchia che puzzava di quelle bustine che mia madre metteva nell’armadio contro gli animaletti golosi di tessuti mi strinse forte e mi schioccò un bacio grosso sulla guancia, mi toccò le mani, sorrise e nel sorriso gli sbrilluccicarono i denti.

Lo sbrilluccico dei denti fu per me il segno che magia era stata fatta e tornai a casa in lacrime.

Mamma mamma, la vecchia m’ha baciato, la vecchia m’ha guardato per più di dieci secondi! I bambini della strada dicono che ora diventerò un gatto!

Mia madre mi portò in bagno, aprì il rubinetto dell’acqua, si bagnò le mani, fece un segno con le dita nell’aria, sciacquò la guancia e mi disse:

Ora io annullo l’incantesimo e tu resterai una bambina!

Quando mi svegliai la mattina del giorno dopo, corsi subito in camera dei miei genitori e mi guardai allo specchio; sembrava tutto al posto giusto, ero ancora una bambina, i baffi non c’erano e allora mi voltai per guardarmi il sedere per accertarmi che non mi fosse cresciuta la coda. Niente coda, neppure una piccola piccola coda, una codina. Niente di niente, ero ancora una bambina. Tirai un bel respiro di sollievo e quando uscii di casa per andare a scuola non corsi mica davanti al civico 2, ah ah pensai me la posso prendere comoda e camminare trottolare saltellare fare la campana ah ah l’incantesimo non mi funziona e se funziona mia madre lo cancella ah ah! 

La vecchia se ne stava dietro la finestra con un gatto grigio e rosso, chissà che bambino c’era in quel micio, forse Mattia che era un po’ che non si faceva vedere in cortile, e la salutai beffarda a mano aperta:

Ciao ciao signora vecchia! Ah Ah!

Solo ora che sono grande so che la vecchia con i capelli bianchi bianchi mi fece davvero un incantesimo guardandomi negli occhi e toccandomi le mani. Mise un’antenna invisibile proprio qui sul mio sedere al posto della coda per intercettare storie strampalate e occhi buoni per vederle anche al buio e mi regalò mani abili e veloci, proprio come le zampe dei gatti, per scriverle.

La morale della storia è che i baci ti cambiano la vita, magari non trasformano bambini in gatti o rospi in principi azzurri ma sono magici lo stesso anche se la magia non si vede.

Kiss, Prince & The Revolution

 

 

2 Comments

  • Giulia

    Tutta d’un fiato. Come sempre!

    • Alessia

      Confido nei polmoni dei miei lettori 😉

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