ritratti di donna

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  • Tutto in cambio dell’amore

    Spararsi un colpo in testa è inutile, è già morta.
    L’anima cieca, sono venuti i corvi con le piume infuocate a cavarle gli occhi dalle orbite. Dolore d’ombra. Nessuno la vede.

    Trattiene con le mani sulla pancia la disperazione dell’insoddisfazione, non ti sorprendere se ci si affeziona anche all’infezione, e fissa il silenzio senza una speranza a significare il suo compimento.
    Asserragliata a doppia mandata in una prospettiva angusta che la disgusta.
    Stretta nella solitudine di un collare di ferro da cane, neppure vigilata, è brava a rispettare il suo confine.
    Obbedisce al comandamento anche se il ritornello dell’innocenza – Mio signore tutto in cambio dell’amore –  che le ha fatto perdere la vita non è più un buon travestimento. È stata consenziente.

    Metti al mondo il tuo mondo!
    Domani.
    Subito, l’attesa è una gabbia!
    Domani.

    Domani, domani, domani e sempre tutto in cambio dell’amore: l’ingozzo, i lassativi, il sangue nel water, il digiuno, il vomito. Più sei magra più sei bella.
    Tutto in cambio dell’amore, occupa meno spazio possibile, non dare fastidio, occupa poco spazio ma occupalo più tonica.
    Pedala e suda, pedala e suda. Più pedali, più sudi, più sei … Continua a leggere

  • Animale sentimentale

    Lei vuole salire sulle scarpe più alte che ha. Spettinata e truccata sporca.
    Lei vuole prendere l’ascensore di ferro vecchio e fermarsi al quinto piano, uscire dalla gabbia come ne uscirebbe la tigre, grattare sulla porta e ruggirgli in faccia. Lei lo vuole e io la lascio fare.

    Maledetto benedetto mettimi in mano il tuo cuore che già sgocciola sulla punta delle mie dominatrici piombo – anche tu hai un’anima animale – mi pulisco le mani sulla camicia bianca abbottonata fino al collo una sigaretta che si fuma da sola in silenzio accesa svogliata di fronte alle sue dimensioni allo squilibrio delle passioni un rum caustico che mi cavalca a pelo la gola e cammino verso la tua poltrona
    Aspetto che tu mi sciolga – succhiami – aperta scoperta fuori campo senza scampo – maledetto benedetto che posso dirti tutto di me che l’innocenza non l’ho mai conosciuta che la resurrezione non mi interessa che devi lasciarmi un segno qui sul mio fianco stanco – più di così fino a quando non vedo – sudore polare sovraccarico dei neurotrasmettitori schiaffo di serotonina … Continua a leggere

  • Cometa

    Una donna in fondo alla strada, non è una donna senza importanza. Cammina verso qualcosa, un caffè e la sua fortuna. Cammina e disfa la tela dei giorni vissuti maltrattati, li lascia andare dalle mani sul ciglio della strada. Non si sentirà mai più sola, vuole vivere con sé stessa. Ha stabilito un legame, senza amore e senza timore, è il rintocco di mezzogiorno, la chiave che apre la porta, il pranzo abbandonato sul tavolo per infilarsi sotto le coperte a fare l’amore. Sotto i fiati corti la vedo sbocciare rosa di brina, porta ghirlande di fiori intorno al collo, il suo cuore è un nido di fiamme.

     

    An end has a start, Editors

  • Confessione di Erre

    Provo a raccontarti un po’ di me e a spiegarti perché hai colto quel velo di malinconia nel mio sorriso. Mi sono sempre sentita una sfigata inadeguata per questo mondo. Cosa assolutamente comune a molti. Per dimostrarmi di non essere una pippa, ho cercato di sfidare quelle che erano le convenzioni dell’ambiente in cui sono cresciuta. Dovevo affrancarmi da quell’idea preconfezionata che mia madre si era fatta su come crescere dei figli, soprattutto la prima e per di più femmina. Giocava a vestirmi come una bambolina o un paggetto rinascimentale, ma guardarmi e ascoltare le mie inclinazioni, questo era troppo per lei. L’ ho amata e odiata come nessun altro mai, e a oggi ci litigo ancora. Il risultato è che questo conflitto mai risolto mi ha portato a 13 anni ad atti di autolesionismo, mi facevo con le unghie dei buchi in testa o sulle braccia e a scivolare alternativamente tra l’ anoressia e la bulimia. Ho fatto il classico e non avrei potuto scegliere di meglio: poi mi sarei iscritta a veterinaria e finalmente avrei fatto quello che … Continua a leggere

  • A Iride

    Ho giurato di fronte al tuo utero morente il volto caro il corpo esile e freddo se ne andava la vita dalle tue estremità gli adulti intorno un contorno di pena che non s’addiceva al tuo ultimo respiro di felicità la morte è una di quelle cose che fanno grandi le ore è l’altare di fronte al quale ci si inchina serenamente se come te si è entrati in ogni stanza con gioia facendosi  sempre beffa di ogni menzogna mai servile mai insincera gli adulti intorno a giustificarsi con il prete perché avevi rifiutato l’estrema unzione quella stronza di tua cugina disse che un male brutto in quel posto può causare  gesti sconsiderati e senza pudore so che ne hai riso sì ha detto proprio un brutto male e  in quel posto vergognarsi con il prete di dire  cancro e di dire utero tutte le volte che l’ho incontrata negli anni le ho chiesto come ti va  in quel posto ? Ti funziona tutto a dovere ?

    Mi governa la lingua e come te m’inchinerò  solo di fronte alla mia bella … Continua a leggere

  • Vorrebbe uscirne ma ha ingoiato la chiave

    Vorrebbe uscirne ma ha ingoiato la chiave tutti i giorni il serpente della paura le risale l’esofago fino alla bocca e le si annoda al collo vorrei che potesse sentire il vento tra le dita aperte che suona come tra le canne di un organo da chiesa invece passa ogni giorno a chiedersi perché resta impassibile di fronte al suo felice svolgimento ha una lama conficcata nel petto e due chiodi battuti duri sui fianchi  che la costringono a un perimetro di vita

    (al sorriso aguzzino mostra il tuo prodigio ferma i suoi parti mostruosi fanne polvere fertile per i fiori della tua corona)

     

    Back to black, Amy Winehouse