poesia

Currently browsing: poesia
  • A Bianca che sta dall’altra parte

    Bagno di ferro e fuoco

    danza di concavo e convesso

    io tutt’intorno a tenerti stretto

    quaranta dita per toccarsi

    otto labbra per strapparsi

    e sono piena di una caccia grossa

    corna di cervo

    Diana che scocca la sua freccia

    e non ringhio

    e non mordo

    la milza si strizza per l’affanno

    le  costole si crinano

    quando m’abbracci

    il pelo della barba uncino tra le clavicole

    assedio di braccia e cosce

    selva selvatica

    dammi un’eco lunga

    dammi un alfabeto liquido

    dammi un pegno  profondo

    un innesto di acido desossiribonucleico

    doppia banda  al contrario

    parallela

    trascrivimi un ricordo ereditario

    e trema l’asse

    tremo io

    tremi pure tu

     

    Lullaby, The Cure

  • La mia anima d’uomo

    La mia anima d’uomo è la cosa che non vuoi

    io che dritta allaccio la mia camicia

    lasciando gli occhi altrove

    di spalle al tuo corpo esausto

    al tuo sesso stanco

    agli abbracci che ti ho negato

    la mia anima d’uomo è la cosa che non vuoi

    io che non ti vengo a cercare

    e non è per orgoglio

    è la mia anima d’uomo che si è dimenticata di te

     

    Girls just want to have fun, Cindy Lauper

     

     

  • Era furioso il mio femminile

    Hanno retto il mondo le mie spalle

    prima di chiudersi sul petto e dare  riparo al cuore

    ho avuto una paura che era paralisi

    io avevo mani che non sapevano

    gli occhi pesti

    puntati come un fucile contro altri occhi

    e sparavo cazzo

    sparavo per fare centro

    per appendere il mio trofeo nella sala da pranzo

    era furioso il mio femminile

    e non riuscivo a farmi penetrare da nessuna parte

    senza che suonasse la sirena del crimine

    un divieto d’accesso

    un apparato appartato

    cervice nebbia

    non passava lo schifo

    e la puzza di bestia

    era furioso il mio femminile

    sì che lo era

    ma guardami ora

    sulle tue ginocchia

    ti ho portato tutta la mia pelle

     

    What else is there, Royksopp

     

     

     

     

  • Con l’indice copro la luna

    A una certa ora di notte

    la notte non è più un gran bel posto

    puttane nauseate

    affacciate alle ringhiere di gerani

    ragazze abbandonate dalla bellezza

    quelli con la pistola

    le sigarette annoiate

    di chi non ha voglia di mettere la testa sul cuscino

    per paura di morire

    gli ubriachi senza vergogna

    la cena rubata al cane randagio

    le ossa del camposanto

    l’ultimo autobus che sbadiglia

    il fidanzato chiuso nell’auto con il sospetto del suo torto

    a una certa ora di notte

    la notte è l’ombelico dell’inferno

    la candela del poeta

    che con l’indice copre la luna

    che vuole vedere

    cosa c’è sotto al letto

    a parte il vuoto di una birra americana

    un bel niente

    Moonlight Sonata, Beethoven

     

     

  • Me ne vado

    Me ne vado

    ti lascio nella sera

    è tardi

    pochi passanti

    i vicoli di notte

    sono viscere buie

    qualche nuda povertà

    due monete nel cappello del mendicante e del suo cane che dorme mite

    pesto l’umido del lastricato

    una donna disadorna

    lunghi capelli al petto

    le ginocchia ancora adolescenti

    cammina lenta

    nella sua vita violenta

     

    Everybody hurts, R.E.M.

  • Amore che bestemmio

    Amore da manicomio

    amore che bestemmio

    amore che non si sazia mai la mia fame

    amore che mi fai bene e mi fai male

    fibra violenta

    e se ora apro una piaga sulla tua schiena

    che pure desidero

    sono innocente

    Perché questa è peste!

    cento volte dico io non lo farò

    e poi segno una linea di sangue

    amore di un corpo felice

    senza sentimenti impostori

    il suggello dell’infedeltà

    è amore del non amar affatto

    è amore che voglio morire subito dopo

    è amore che mi salgono i baci fino al cervello

    e le lingue erigono monumenti

     

    Enter Sandman, Metallica

     

     

  • Poesia erotica per adulti

    Il respiro appanna il vetro della finestra di una camera a ore

    faccio con le dita centri concentrici di attesa

    una veste leggera

    il brivido del pavimento gelato

    disegna la curva della schiena

    sento che mi vuoi da come cammini lungo il corridoio

    Avanti soldato marcia su di me!

    l’eco di una piccola sosta

    togli la giacca allenti la cravatta sbottoni il colletto

    raggiunta alle spalle

    parli di cose sciocche

    mi annoia la liturgia dell’amore

    io non sono tua

    nemmeno per il tempo di questo amplesso

    Veloce soldato!

    scopami con i pantaloni alle caviglie

    mentre guardo le tue belle scarpe inglesi con i lacci

    (se non fosse  per il tuo erotismo elementare

    mi piegherei a leccarle)

    che vanno al passo della tua dovizia carnale

    uno specchio

    la sua vertigine

    l’argine rotto

    non si cancella  il morso dei denti dalla nuca nuda

    ma a me piace portare il sigillo del mio vizio

     

    The passenger, Siouxsie and the Banshees

     

  • Ci sono donne carnivore

    Ci  sono  donne carnivore

    palpebre gelose e unghie cattive

    feline

    annusano l’aria

    prima di uscire dalla tana

    ci sono donne lumaca

    inclinate alla lentezza

    rotolano piano

    districando i nodi degli anni della loro vita

    ci sono donne cassetti misteriosi

    che scricchiolano

    preferiscono la nebbia

    e quando ti accarezzano ti obbligano a fiorire

    ci sono donne giocattolo

    senza calvario

    svolazzano ed è bello guardarle

    ci sono donne grembiule

    profumo di pane

    postura cortese

    appendono quadri di primavera

    colombe in torri trasparenti

    ci sono donne architetto

    misurano in centimetri

    calcolano la possibilità di cedimento

    relazioni antisismiche

    ci sono donne capitano

    esercito di cannoni

    ribelli a qualunque forma di governo

    armate di asprezza

    crude trincee

    che pure tremano di fronte all’amore

    ci sono donne punto interrogativo

    Come?  Quando? Perché?

    ci sono donne punto esclamativo

    Ma che bel vestito!

    ci sono donne due punti apri virgolette:

    “Io penso che”

    opinioni importanti

    ci sono donne puntini di sospensione

    non iniziano non finiscono

    geografia impenetrabile

    da quest’ultime ti consiglio di starne alla larga

     

    Twentieth Century Fox, The Doors

     

  • Io vorrei che tu mi facessi nuda

    Io vorrei che

    un pezzo alla volta

    tu mi facessi nuda

    di questa armatura

    che mi porto addosso

    pelle cuoio acciaio

    scudo maglie di metallo corazza schinieri

    l’elmo di piume

    la prima fenice che inchiodai

    macchiandomi l’anima di sangue

    ho nostalgia del chiarore delle mie ginocchia

    il crine fulvo

    ruggine di pelle

    se abbandono la lancia

    l’agnello infilzato

    tu portami un fiore da stringere tra le mani

    ho nostalgia anche di petali

    se un pezzo alla volta

    tu mi facessi nuda

    di questa armatura

    che mi porto addosso

    mai penetrata

    io sarei nata due volte

    la prima

    la Sibilla dalla sua vagina di roccia

    predisse un futuro di sabbia d’arena

    così il padre prosciugò tutto il mio pianto

    m’insegnò a inseguire piste d’orme

    e mise la mia testa nel polso

    la seconda

    occhi umidi di fanciulla

    foglie di menta da raccogliere

    visite al tempio e preghiere

    una delicata vestizione

    scolpita distesa verginità

    custodita in un letto di conchiglia

    innocente alla guerra

     

    When you’re gone, The Cranberries

     

  • Una mezza mela arrugginita

    Me ne stavo nel mio letto da chissà quanto

    come il Cristo morto del Mantegna

    su una lastra di pietra

    scomposta

    asciutta

    senz’acqua

    una mezza mela arrugginita

    me ne stavo nel mio letto

    una scultura di marmo

    adagiata

    in attesa di una giusta collocazione

    ho conosciuto la passione

    senza risorgere

    fino a quando

    mi sforzai di alzarmi

    scesi al piano di sotto

    ed esausta

    mi abbandonai su una sedia a dondolo

    magra come un ramo secco d’autunno

    avvolta in una coperta con il buco

    ci infilai il dito

    dentro e fuori

    dentro e fuori

    gli occhi spalancati

    come quelli dei pazzi nei manicomi

    mi sforzai di alzarmi

    e camminai nella stanza

    da angolo ad angolo

    incerta come i cavalli appena nati

    tremante

    barcollante

    mi sforzai di parlare

    prima muovendo solo le labbra

    poi aggiungendoci il suono

    tutte le vocali

    tutte le consonanti

    chiamai il cane con il suo nome

    e poi per ricordarmi di me

    gridai il mio

    la fatica più grande

    fu riconciliarmi con il respiro

    la mano

    sul torace

    prima vuoto e poi pieno

    la mano

    davanti alla bocca

    una manciata d’aria tiepida

    ora ho coscienza di muovermi parlare e respirare

    ho coscienza d’essere stata

    quasi morta o appena viva

    in una regione

    a nord sud est ovest

    da tutto ciò che conosco

    la croce della vita

    dolore maiuscolo

     

    Rest my chemistry, Interpol